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Durante l'estate 2014 ha avuto grande eco sui media la scoperta di un grande cratere di origine sconosciuta nella penisola di Yamal, nella Siberia nord-occidentale (Russia).
Il fenomeno è stato associato ai recenti eventi meteorici ma ha dato adito anche ad ipotesi più fantasiose e a significati esoterici. In realtà, anche se morfologicamente il cratere della penisola di Yamal presenta alcune differenze rispetto ad altri già noti nella stessa regione, non appare riconducibile a cause antropiche né collegabile ad un impatto meteorico. Si tratta, piuttosto di un fenomeno legato a formazioni geologiche note come "pingo". Un pingo, detto anche idrolaccolite è sostanzialmente un tumulo di ghiaccio che si può trovare nelle regioni artiche e subantartiche e che si presenta come una sorta di vulcano, potendo raggiungere un'altezza di 70 m ed un diametro di 600 m. Pingo è una parola ripresa dal dialetto Inulaviuktun, mentre in Siberia si usa il termine "bulganniakh". Quando alla sommità di un pingo si genere una frattura si forma un cratere che fa apparire il tumulo come un vulcano.
La formazione della penisola di Yamal non è un vero e proprio pingo, poiché è allineata con il terreno circostante (il suo diametro è di circa 30 m e la profondità di 70) ma l'origine è simile. Sul fondo, infatti, vi è un lago ghiacciato ed è ipotizzabile che uno strato superiore di ghiaccio si sia sciolto, a causa della temperatura insolitamente calda nella seconda metà del mese di luglio e, senza più sostegno, la volta sarebbe crollata, complici anche fuoruscite di metano che in quell'area raggiunge concentrazione piuttosto elevate (e, infatti, a circa 30 km vi è un centro estrattivo).

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