home
  la rivista on-line
  contatti
  fauna marina
  fauna terrestre
  botanica
  preistoria
  misteri
  astronomia
  etologia
 fenomeni estremi
I tornado orizzontali
L'isola che non c'Ŕ
Nuove rivelazioni su Tunguska
Eruzioni Vulcaniche Spettacolari
Red Sprite
Aurore Boreali
Le Luci di Marfa
Le Pietre Mobili
Le colline dell'antigravità
Onde anomale
Dove sono finiti i "relampagos"?
Una tempesta sottomarina
I segreti del Lago Vostok
Filmato in Australia un vortice di fuoco
Lo "Tsunami di sabbia" in Australia
Undulatus asperatus
L'asteroide di Celyabinsk
La terza fascia di Van Allen
Misteri di ghiaccio e Cerchi delle Fate
La scoperta degli Archi Rossi
Tsunami di ghiaccio
Radio Bursts: scariche di segnali radio
Un misterioso cratere in Siberia
Un arcobaleno quadruplo
Nubi lenticolari
Nuvole... cadenti
Fenomeni atmosferici insoliti
La Bocca dell'Inferno
  DOSSIER
  ESPERIENZE
  esplorazioni
Iscriviti alla Newsletter   Iscrizione Newsletter
Fenomeni ottici
  Effetto Ottico Colline   Colline dell'antigravità
 

Una forma poco nota di illusione ottica

Vi sono fenomeni che non si sa nell'ambito di quale studio classificare, come le cosiddette "gravity hills" (colline della gravità) o "salite in discesa", delle quali si occupano gli studiosi di anomalistica o fenomeni fortiani, di paranormale e di folklore contemporaneo e leggende urbane. In realtà, come vedremo, in questo caso si dovrebbe parlare più di illusioni ottiche e fenomenologia della percezione.
Sentimmo parlare di questo pseudofenomeno fisico più di una ventina di anni fa, quando i "mass media" cominciavano a dedicare maggiore attenzione agli argomenti "di confine" che sembravano avere grande presa sul pubblico. Allora i telegiornali fecero vedere delle immagini di una strada in lieve salita sulla quale l'inviato versava dell'acqua sull'asfalto da una bottiglia e si vedeva che il rivolo scorreva nel verso contrario a quanto ci si sarebbe aspettato, cioè in salita.
Come ricorda il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) nelle sue pubblicazioni, all'epoca i giornalisti si affannarono, per spiegare il fenomeno, a chiamare in causa anomalie gravitazionali, campi magnetici causati da grandi giacimenti ferrosi (che, comunque, non avrebbero dovuto influenzare il comportamento dei liquidi) e qualcuno tirò in ballo persino non ben precisati influssi alieni.

In quel periodo un'esperienza diretta ci fu riferita da un conoscente (in antitesi, quindi, con il meccanismo tipico della leggenda metropolitana, nella quale l'origine è sempre una fonte ignota) che ci raccontò che, durante le vacanze si era fermato per una sosta su una strada in lieve salita presso Martina Franca (Taranto) ed al momento di ripartire, disinnestato il freno a mano, aveva notato che l'auto tendeva a spostarsi verso monte invece che, come avrebbe dovuto fare per effetto della gravità, verso valle.
In realtà, il fenomeno ha una spiegazione molto poco... romantica: il tratto di strada "a gravità inversa" ha una pendenza effettiva che è opposta a quella apparente, come si può dimostrare impiegando una livella a bolla d'aria da muratore o un teodolite. Si tratta di un'illusione ottica, che può prodursi quando un tratto di strada in salita molto blanda è posto tra due segmenti nei quali la salita è nettamente più ripida; questa situazione influenza la nostra percezione che ci fa vedere il tratto in salita blanda come in lieve discesa. Questa situazione è stata ricreata in laboratorio dall'Università di Pavia che ha costruito dei plastici sui quali vi sono dei tratti di strada mobili, ai quali si può dare differente inclinazione.

Ciò non toglie che le "gravity hills" esistano, nel senso che vi sono effettivamente delle località nelle quali quest'illusione ottica si produce e, naturalmente, si preferisce ignorare la spiegazione scientifica che cancella ogni alone di mistero e, soprattutto, svuota di significato l'attrattiva turistica.
Come curiosità, ricordiamo che "salite in discesa" in Italia (argomento di cui si parla anche nel bel libro "Guida ai luoghi misteriosi d'Italia" del prof. Umberto Cordier) si possono vedere ad Ariccia (a 26 km da Roma), a Martina Franca (a 29 km da Taranto), a Montagnaga, nel comune di Baselga di Biné (a pochi chilometri da Trento) e a Francofonte (a 61 km da Siracusa). Molto più lungo è l'elenco delle "gravity hills" nel resto del mondo, in quanto se ne conoscono almeno dodici negli Stati Uniti, tre in Canada, una in Australia, una alle Barbados, una a Ovest di Lisbona (Portogallo), una sulla via del monte Penteli ad Atene (Grecia) ed una sull'isola di Cheju Do (Corea del Sud), ma siamo certi che una ricerca più approfondita ne possa trovare ancora.

Iscriviti alla Newsletter   Iscriviti alla Newsletter per essere avvisato su ogni aggiornamento