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Anche le scimmie costituiscono una rappresentanza consistente quando si parla della scoperta di nuove specie. In questo caso, però, non si tratta di scoperte recentissime (anzi, in un aspetto di questa notizia ci si riferisce ad una classificazione che risale addirittura a Linneo) ma in questi ultimi anni si è fatta maggiore chiarezza nell'identificazione delle diverse specie.
Ci riferiamo alle cosiddetto "scimmie verdi". Nel mondo animale tra i mammiferi è difficile trovare il colore verde (a meno che non si tratti di infestazioni di qualche tipo) ma, effettivamente, l'associazione di peli neri, grigi e giallastri (come nel caso dei gatti soriani) può creare un effetto affine al verde.
Infatti, era stato chiamato Cercopiteco verde (Chlorocebus pygerythrus), così classificato da Linneo nel 1758, una scimmia catarrina della famiglia dei cercopitechi. Vagamente olivastro si può considerare il Cebo olivaceo, classificato da Schomburgk nel 1848; a differenza del cercopiteco è una platirrina, della famiglia dei cebi.. Venendo ad un'epoca molto più vicina a noi, nel 1992, il biologo brasiliano Helder Queiroz ha pubblicato uno studio grazie al quale la sottospecie Cebus olivaceus kaapori è oggetto di un processo di riclassificazione come una specie a se stante, il Cebo Ka'Apor (Cebus kaapori).
Ma c'è un'altra specie la cui scoperta è ancora più recente ed è il Cebo dorato o Cappuccina bionda (Cebus queirozi), così chiamata da Antonio R. Mendes Pontes, Alexandre Malta e Paulo E. Asfora nel 2006. Questa scimmia, già conosciuta dai nativi dell'area di Recife (Brasile), era considerata una sorta di leggenda metropolitana, fino a quando è stata avvistata e descritta da una spedizione di zoologi. Questo cebo ha una pelliccia decisamente biondo-dorata.

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